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LA NASCITA DELL’IDEA

Un giorno, uscendo dalla funicolare di Lugano, mi è capitato di notare davanti a me due ragazze che chiacchieravano fra loro molto vivacemente. Sembrava una conversazione coinvolgente per entrambe, eppure, sebbene io fossi soltanto a pochi passi da loro, non sentivo nulla. 

Poi ho capito, anzi ho visto. Le due giovani, sorde, stavano usando i segni della loro lingua. Vederle “parlare con le mani”, con quell’armonia e quella naturalezza, era emozionante, per me. Per loro, la normalità.

 L’idea è nata in quel preciso momento: poter comunicare con i segni, potrebbe un giorno diventare una possibilità per tutti? In un futuro prossimo saremo capaci di rendere più sottili le distanze linguistiche con l’aiuto di una lingua dei segni condivisa, facile da apprendere, utile ed empatica.

Mirella De Paris
Presidente Associazione Uniwording

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I valori che si propongono

Uniwording nasce allo scopo di costruire un ponte della comunicazione universale, e questo è un cambiamento lento che in futuro potrà rivelarsi naturalmente consolidato.

Le barriere linguistiche, che creano senso di estraneità, con la lingua Uniwording ( da usare come lingua ausiliaria), spariscono grazie alla realizzazione del sogno che Umberto Eco aveva descritto nel saggio “La ricerca della lingua perfetta nella cultura Europea”, edito da Laterza.

Il cammino del progetto

Lo sviluppo del progetto Uniwording è iniziato nel 2012 con la creazione dell’ omonima associazione. È un progetto che richiede, come è facilmente prevedibile, un tempo lungo per la sua piena realizzazione.
L’obiettivo principale sarà raggiunto quando una larga fetta della popolazione nel mondo avrà assimilato questa straordinaria competenza linguistica ausiliaria da utilizzare in situazioni di barriere linguistiche.

Gli obiettivi di Uniwording:

-a medio termine: creare la lingua con i suoi strumenti per un facile apprendimento, puntando inizialmente sulla sua sperimentazione nel campo dell’urgenza umanitaria

– in seguito: allargarne la possibilità di apprendimento, rendendo naturale questa comunicazione ausiliaria fra la gente.

UN PROGETTO INTERNAZIONALE

L’interesse mondiale verso le lingue dei segni è in forte crescita.

Il termine “inclusione” è parola d’ordine nel programma dell’Agenda 2030, lanciata dalle Nazioni Unite nel 2015. L’ Inclusione è anche un pilastro portante del progetto Uniwording.

Oltre all’Agenda 2030, il progetto Uniwording guarda con interesse a programmi quali il Global Citizenship Education, lanciato dall’UNESCO nel 2014 con l’obiettivo di motivare i giovani verso un ruolo attivo nella risoluzione dei problemi globali, fornendo loro, in particolare, gli strumenti necessari per operare a favore di un mondo più pacifico, tollerante ed inclusivo per tutti.

Uniwording alla stazione
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A chi si rivolge il progetto

Uniwording , che è da intendere come lingua per un uso eccezionale e non per un uso abituale o famigliare: è una lingua da usare laddove la comunicazione inciampa contro una barriera linguistica.

Uniwording non è una lingua per le persone sorde. Affermando ciò, si vuole sottolinearne l’aspetto inclusivo reale, capace di considerare anche la sordità come una delle tante barriere linguistiche che una lingua dei segni universale aiuta a superare.

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