L’Associazione Uniwording

L’associazione Uniwording esiste dal 2012 ed è non profit. Ha lo scopo di creare
la lingua dei segni Uniwording, destinata al mondo udente.
Uniwording ha un vocabolario di 1500 segni, attinti in buona parte dalle principali
lingue dei segni usate dai sordi.
Oltre alla creazione di una nuova lingua signica di base, capace di abbattere ogni
barriera linguistica, fra gli scopi dell’ associazione vi è l’intento di sviluppare
un metodo d’apprendimento ludico inedito, adatto a tutti, ad ogni latitudine
e ad ogni età.

“La lingua dei segni ha peculiari vantaggi espressivi e ampie possibilità di favorire
la creatività personale. Il progetto di renderla una conoscenza sempre più diffusa fra tutti i parlanti, udenti e non udenti, sarebbe un acquisto prezioso, fonte di incalcolabili conseguenze positive.”

Carlo Sini, ordinario di filosofia teoretica. Università di Milano

LA NASCITA DELL’IDEA

Un giorno, uscendo dalla funicolare di Lugano, mi è capitato di notare davanti a me due ragazze che chiacchieravano fra loro molto vivacemente. Sembrava una conversazione coinvolgente per entrambe, eppure, sebbene io fossi soltanto a pochi passi da loro, non sentivo nulla. 

Poi ho capito, anzi ho visto. Le due giovani, sorde, stavano usando i segni della loro lingua. Vederle “parlare con le mani”, con quell’armonia e quella naturalezza, era emozionante, per me. Per loro, la normalità.

 L’idea è nata in quel preciso momento: poter comunicare con i segni, potrebbe un giorno diventare una possibilità per tutti? In un futuro prossimo saremo capaci di rendere più sottili le distanze linguistiche con l’aiuto di una lingua dei segni condivisa, facile da apprendere, utile ed empatica.

Mirella De Paris
Presidente Associazione Uniwording

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I valori che si propongono

La proposta centrale del progetto Uniwording è immateriale, in quanto riguarda la creazione di una lingua nuova e universale. Nasce allo scopo di costruire un ponte della comunicazione universale, e questo è un cambiamento lento che in futuro potrà rivelarsi naturalmente consolidato.

Le barriere linguistiche, che creano senso di estraneità, con la lingua Uniwording (da usare come lingua ausiliaria), spariscono grazie alla realizzazione del sogno della “Lingua perfetta”.

Il grande semiologo Umberto Eco negli anni 90 aveva pubblicato un saggio a questo proposito: “ La ricerca della lingua perfetta nella cultura Europea”, edito da Laterza, in cui si analizzavano gli sforzi intellettuali messi in campo nei secoli addietro pur di trovare una lingua da mettere in comune fra i diversi popoli.

Il cammino del progetto

Lo sviluppo del progetto Uniwording è iniziato nel 2012 con la creazione dell’ omonima associazione. È un progetto che richiede, come è facilmente prevedibile, un tempo lungo per la sua piena realizzazione.
L’obiettivo principale sarà raggiunto quando una larga fetta della popolazione nel mondo avrà assimilato questa straordinaria competenza linguistica ausiliaria da utilizzare in situazioni di barriere linguistiche.
In effetti gli obiettivi Uniwording sono dunque due:


1. a medio termine: creare la lingua con i suoi strumenti per un facile apprendimento;
2. allargarne la possibilità di apprendimento, rendendo naturale questa comunicazione ausiliaria fra la gente.


Si procede nella realizzazione degli obiettivi citati contemporaneamente su due binari: l’uno è la cura del progetto nel suo insieme (il vocabolario Uniwording e una didattica per la diffusione online e offline della lingua); l’altro è il desiderio di portare a termine gradualmente i singoli sotto- progetti: scegliere il vocabolario, creare i disegni, creare le didascalie, progettare una app, progettare una Uniwording Academy, ecc…

STUDIO E ATTIVITÀ DEL TEAM DAL 2012 AL 2019

• progettato il vocabolario con 1500 segni
• sviluppato il concetto del metodo per l’apprendimento della lingua
• scelto i segni per ognuna delle 1500 parole (spulciando per ogni termine in un ventaglio di 30 lingue signiche)
• selezionato i disegnatori bravi nel tradurre i segni in disegni che esplichino il movimento
• creato i primi 150 disegni didattici
• creato 1500 didascalie che accompagnano i disegni, per omprenderli perfettamente
• organizzato corsi pilota per adulti e corsi pilota di dopo scuola per i bambini
• interpellato i focus group per verificare l’idoneità della didattica
• stampato le prime carte d’apprendimento per i due diversi corsi (adulti e bambini)
• creato il sito Uniwording
• consultato esperti di informatica per la futura App
• creato il video-vocabolario per il sito
• aperto una pagina FB
• creato 2 spot pubblicitari (per sito e fb)
• stampato le carte da gioco Uniwording in italiano e in inglese

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A chi si rivolge il progettoo

Uniwording, che è da intendere come lingua per un uso eccezionale e non per un uso abituale o famigliare, è una lingua da usare laddove la comunicazione inciampa contro una barriera linguistica.

Un sondaggio da noi effettuato dal 2013 al 2017 mette in risalto l’interesse trasversale verso questo progetto. In particolare, l’ associazione si focalizza su tre principali gruppi di target: le persone che viaggiano, le persone che emigrano, i bambini. Il cambiamento proposto sarà realizzato soprattutto grazie ai bambini, che diventeranno adulti avendo nel proprio bagaglio delle competenze una lingua che oltrepassa tutti i confini.

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A chi non si rivolge

Il progetto Uniwording è per tutti, indiscriminatamente. Non è una lingua che si propone alle persone sorde (che hanno già i propri canali di divulgazione e di aggiornamento per quanto concerne le loro decine di lingue dei segni locali).

Dichiarando Uniwording come lingua da intendere “non per i sordi”, si vuole paradossalmente sottolinearne l’aspetto inclusivo a 360°. Per il team che sviluppa il progetto, infatti, una vera inclusione sarà data quando non esisteranno più dei “mondi a parte”.

Uniwording, proponendosi come lingua per tutti, non considera i sordi come lontani dal nostro mondo udente: il cambiamento inclusivo sarà visibile nella pratica quotidiana, quando molti udenti conosceranno una lingua dei segni unificata, di riflesso non indietreggeranno più di fronte alle persone sorde, ma comunicheranno basilarmente anche con loro. Dunque la sordità è qui intesa come una delle tante opponibili barriere linguistiche.

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