Un’idea che diventa progetto.

Il piacere di comunicare comunque…

È iniziata, questa avventura, quasi per caso: quando un giorno, uscendo dalla funicolare che porta in città, ho notato davanti a me due ragazze che camminavano verso il centro conversando molto vivacemente, eppure al mio orecchio, sebbene io fossi soltanto a pochi passi da loro, non arrivava alcuna parola.
Poi ho capito, anzi ho visto. Le due giovani, sorde, comunicavano usando i segni del loro linguaggio. A me sembrava di assistere ad un duetto di armoniose mani parlanti.

L’idea Uniwording è nata in quel preciso momento: la lingua dei segni – la lingua dei sordi – è troppo bella, per non darle l’opportunità di diventare una lingua di tutti. Proviamo ad immaginare che sia permesso non pensarla soltanto come “una lingua dei sordi”. Immaginare che si possa sciogliere questa incoerenza e considerarla “per tutti”.

Perché mai non dovremmo assecondare il desiderio di impararla (dai sordi) anche “noi”, magari già da bambini? E perché mai non pensare di poter scaricare oggi stesso una App , che con una moderna e accattivante didattica multimediale ci permetta di apprendere le basi di una lingua dei segni adatta all’ uso internazionale, per poi servircene, ad esempio, quando siamo in viaggio?
È un’utopia prevedere che in un futuro prossimo potremmo trovarci, dall’altra parte del mondo, a condividere vivaci conversazioni nelle quali, con ludica naturalezza, si mischieranno parole fra loro straniere insieme ad una lingua dei segni universalmente condivisa? Questa lingua – ponte fra culture e anacronistiche diversità si chiamerà Uniwording, e sarà la realizzazione di un’aspettativa concreta, misurabile e crescente.
Da chiedersi come mai tutto questo non sia già nel presente. Ma il progetto Uniwording ha smesso di farsi questo genere di domande, perché sta già provando a rispondere.

Mirella De Paris – Presidente Associazione Uniwording

La lingua universale che i vostri studiosi hanno cercato invano e della cui esistenza hanno disperato è qui: è proprio davanti ai vostri occhi, è la mimica dei poveri sordi. Poiché non la conoscete la tenete in dispregio, eppure essa sola vi fornirà la chiave di tutte le lingue.

Oliver Sacks, Vedere voci, Adelphi 1990

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